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lunedì 7 dicembre 2009

VICOLO DEL FARINONE

Vicolo del Farinone

dai vari depositi di Farina

Rione Borgo

Anche detto città Leonina o Città Nuova, da Leone IV, che lo cinse di mura.
La parola borgo viene da burg (quartiere), che così chiamavano i Sassoni il loro quartiere, che si era formato vicino all'ospedale di S.Spirito.

Solo il 9 dicembre 1586, regnando Sisto V, i Conservatori, i Senatori, il Priore dei Caporioni, raccolti a pubblico consiglio in Campidoglio, deliberarono di assumere la città Leonina a decimoquarto rione di Roma col nome di Rione Borgo, avente per stemma un leone in campo rosso, che posava sopra una cassa ferrata, con la destra branca poggiata sopra tre monti, che avevano sulla sommità una stella;
stemma proprio della famiglia di Sisto V, col motto:
"Vigilat sacri Tthesauri custos";
alludendo il leone, al nome dato al Borgo da Leone IV di città Leonina, e col cassone cerchiato di ferro, ai tre milioni di scudi che Sisto V ripose in Castel Sant'Angelo nei cassoni ancora visibili.

venerdì 16 ottobre 2009

VIA FRATTINA

Via Frattina

Il nome ricorda quando questo tratto del Campo Marzio era campagna (Capo le Case, Vite, Vignaccia, Giardino, Fratte, Orto di Napoli ecc.).
Altri deriverebbe il nome da Monsignor Ferratini arcivescovo di Amelia, che alla fine del sec.XV la fece lastricare e che aveva il suo pal. ove ora è il pal. di Propaganda.

Case e Osterie
Una delle prime case costruite in questa V. fu quella dei Gabrielli di Gubbio.
Al n°48 una lapide ricorda l'abitazione del generale Giuseppe Avezzana, ed un'altra al n°10 quella di Mattia Montecchi.
Nel sec.XVIII eravi in fiore la locanda detta di Giacinto.

Le gambe del Pietro
"Ai tempi di Sisto V, Pietro Curtelli (nepote del canonico Curtelli, che aveva beneficato Sisto quando era card.) per avere sotto il predecessore Gregorio XIII rapita e poi sposata una fanciulla, fu per ordine di Sisto impiccato, e tagliategli le gambe vennero appese in V.Frattina, innanzi alla casa della fanciulla.
Siccome gli abitanti dei dintorni si lagnavano per il puzzo che davano le gambe, furono tolte per ordine del papa, e sostituite da due di marmo".(Archivio P.pe Piombino)

Anticamente fra questa V. e quella della Vita e Condotti si trovavano i Castra Urbana.

domenica 2 agosto 2009

VIA DELLA FREZZA


Via della Frezza

"Dall'om. famiglia uno dei quali, Filippo, sposò la figlia di Gaetano Moroni, il ben noto Gaetanino.

La pena della Corda
All'angolo, che fa questa V. con il Corso, ancora oltre il 1820 esisteva la piccola "piazza della Corda".
Ivi infatti si usava dare la pena della corda, e al pal.Pulieri, poscia Ginetti, alla prima finestra verso il Corso, del secondo piano, erano fissati il capo superiore della corda e la carrucola destinati a sollevare in alto per dislocare le giunture delle braccia ai delinquenti.
Quando il triste ordigno fu tolto, la signora Pulieri fece chiudere quella finestra, riducendola ad armadio, e nel vano interno vi appose una croce.

Belli nel 1831 scriveva:
"Qui, e quant'è granne Roma l'aricorda,
proprio in ner mezzo a sta ritiratella,
c'era piantato un trave e una girella,
dove prima ce daveno la corda."

Nel 1835 ( Lo spiazzetto della Corda al Corso):
"Prima, la corda ar Corso era un supprizzio,
che un galantomo che l'avessi presa,
manco era bono più a servì la chiesa,
manco a fà er ladro e a guadagnà sur vizzio.
Finarmente li preti, c'hanno intesa
la ragione, in quer po' de frontispizzio
ce fanno arzà una fetta de difizzio;
ma chi l'arza, pe' me,
butta la spesa.
Come se po' trovà gente balorda
che voii mette er letto indòve un giorno
passava proprio er trave co' la corda?
A mè me parerebbe a un bon bisogno
de vedemme ogni sempre er boja attorno,
e quelli lagni de sentilli in sogno."

martedì 28 luglio 2009

VIA DELLA FONTANELLA DI BORGHESE

Via della Fontanella di Borghese

Questa V., V. Clementino e V. Condotti, in antecedenza ebbero nome di V. della Trinità.
Oggi è così detta dalla piccola fontana situata all'angolo del pal. della Genga. La V. ebbe anche nome di Caetani dal pal.om. ora Ruspoli.

Rione Campo Marzio
Comprende tutta la pianura, che corre tra il Campidoglio, il Quirinale, il Pincio fino al Tevere.
Ha per stemma una mezza luna in campo turchino.

Questo campo in antecedenza detto Tiberino, fu dal Popolo Romano dedicato a Marte, dopo la cacciata dei Tarquini, che qui avevano le loro proprietà.
La pianura era fuori del recinto serviano e destinata agli esercizi militari; poi, essendo stata occupata da splendidi edifici e, per l'aumento della cavalleria fatta da Cesare, non essendo più adatta a campo militare, fu nella parte libera adibita ale corse e alla ginnastica.

Il campo militare, quando l'esercito romano divenne permanente, fu a Centocelle e gli alloggiamenti furono costruiti sulla zona superiore del Celio.