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martedì 25 gennaio 2011

VIA PANISPERNA

Via Panisperna

Pane e Prosciutto
Si fa derivare il nome da una lapide quì esistente, che faceva menzione di un prefetto Perpenna; secondo il Maes qui era l Tempio di Giove Fagutale al quale si sacrificava un porco (ecco la perna, ossia il prosciutto) i cui pezzi si mangiavano avidamente, poi se ne celebrava la festa con conviti popolari, nei quali si dispensava a profusione a tutti i devoti pane e prosciutto: panis et perna.
Tradizione questa rimasta alle monache di Santa Chiara, che nella festa di S.Lorenzo in Panisperna, solevano distribuire a poveri egualmente pane e prosciutto.
Spiritualizzandosi la società, al prosciutto le monache, finchè restarono al loro convento, sostituirono un panino benedetto.

Palis e Sterno
"La chiesa di S.Lorenzo occupa parte dell'area delle Terme di Olimpiade, dinnanzi alle quali S.Lorenzo fu arrostito disteso su verghe di ferro formanti una grossa graticola.
A perenne ricordo del martirio fu denominato S.Lorenzo in Palisterno, cioè palis (pali o verghe), sterno, che significa distendere, mettere sopra per bruciare.
Presso la chiesa di S.Lorenzo si trovava la casa di S.Ippolito, a cui fu dato in custodia S.Lorenzo che lo convertì e lo battezzò con acqua fatta scaturire miracolosamente; e perciò la chiesa che corrisponde in V.Urbana fu detta S.Lorenzo in Fonte.

domenica 13 dicembre 2009

MADONNA DEI MONTI


Via Madonna dei Monti

Qui, presso la via Leonina era anticamento il Vico Ciprio, che si vuole prendesse questo nome per buon augurio dei Sabini, che vi risiedevano nella lingua dei quali cipro era lo stesso che buono.

L'asta di Orazia
"Presso questa V. i Romani, per espiare l'uccisione della giovane Orazia, eressero due are, una in onore di Giano Curazio, l'altra di Giunone Sororia.
Sopra queste due are venne infisso un trave, che era chiamato il trave della sorella Tigillum Sororium. Sotto questo legno, al pari dei prigionieri di guerra costretti di curvarsi sotto l'asta, dovette pur passare l'uccisore di Orazia; questa sacra cerimonia veniva mantenuta nelle età successive, per cura dei discendenti di Orazio, e la V.medesimo era denominata Tigillio Sororio." (Pais)

I giornali di Roma
Questa V. è in funzione come tale da circa 3000 anni e si chiamava, come si rileva da Tito Livio, Argiletana ed in essa (Lanciani) venivano pubblicati ogni giorno i giornali di Roma e mandati poi nelle province colla posta imperiale.
Le notizie erano varie: Atti di nascita e di morte, testamenti, resoconti giudiziari e finanziari, cambio di monete, relazioni sulle sedute del Senato, atti del collegio dei Pontefici, varietà, teatri, fatti della vita cittadina ecc.

mercoledì 5 agosto 2009

SANTA MARIA MAGGIORE



Santa Maria Maggiore

o Santa Maria della Neve, uno dei tre nomi di Santa Maria Maggiore sull'Esquilino, chiamata anche Liberiana; ed ecco perchè.
Verso la metà del IV secolo un ricco e pio patrizio romano voleva consacrare tutti i suoi beni a un'opera in onore di Dio; ma non sapeva bene di che opera dovesse trattarsi. Lo aiutò a uscire dalla sua perplessità la Vergine che, apparsagli in sogno una notte fra il 4 e il 5 Agosto, gli disse di costruire una chiesa dove avrebbero trovato, l'indomani, neve caduta di fresco.
La stessa notte, papa Liberio aveva fatto un sogno analogo. La mattina successiva, i romani stupefatti videro che durante la notte sull'Esquilino era caduto un tappeto di neve; nel luogo della nevicata miracolosa furono subito iniziati i lavori per la costruzione della basilica.

Il Belli così riassume di questa chiesa:
"La Madòn de la Neve è una Madonna
diversa assai da la Madòn de' Monti...,
Sopra de lei m'ariccontava nonna
...'na storia vera da restacce tonti.
Ciovè che un cinqu'agosto, a ora certa,
nevigò in simetria su lo sterrato
fra Villa Strozzi e'r Palazzo Caserta.
E intanto un Papa s'insognò un prennore:
E "Và",s'intese dì:"dove'ha fioccato
fa fabbricà Santa Maria Maggiore".

Una reliquia che intenerisce
Prese anche il nome "ad Praesepe" perchè in un'urna d'argento, donata da Filippo II di Spagna, si custodiscono alcuni frammenti di tavole, che si ritiene abbiano appartenuto alla mangiatoia ove fu deposto Gesù appena nato.
Intorno alla reliquia, nel '200, o nei primissimi anni del '300 fiorì un mirabile Presepio, il primo che si conservi, opera di Arnolfo di Cambio; è nella cripta della Cappella Sistina, l'ultima della navata destra.

Salus Populi Romani
Ricorderemo la famosa immagine della Vergine chiamata col nome di "Salus Populi Romani", in ricordo della terribile pestilenza, che infieriva in Roma ai tempi di Gregorio I, il quale, per arrestare l'epidemia, volle che processionalmente fosse trasportata in S.Pietro. Non appena l'Immagine uscì dalla chiesa, il morbo cominciò a calmarsi e giunta sul Ponte S.Angelo, avanti alla mole Adriana, fu visto sulla sommità di essa, un angelo nell'atto di pace, mentre si udì scendere dall'alto un coro, che ripeteva: Alleluja, Alleluja. La grazia era fatta, e , a perpetua memoria, fu collocata in cima alla mole la statua dell'angelo.

Usanze mangerecce
Era usanza nella Roma Papale, dopo la messa della mezzanotte di Natale, di offrire, in questa chiesa, tazze di brodo di cappone, ripiene di petti di pollo, agli officianti, al Capitolo, alla Corte Pontif. e agli invitati che intervenivano alla cerimonia.

L'oro d'America
Il soffitto a cassettoni della chiesa, attribuito a Giuliano da Sangallo, reca lo stemma gentilizio di Alessandro VI Borgia: un bue. Secondo la tradizione, il soffitto venne dorato con il primo quantitativo d'oro giunto dalle Americhe."