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domenica 14 febbraio 2010

VICOLO SAVELLI


Vicolo Savelli
dall'om.famiglia.
La famiglia Savelli
Il Sabellum o Castel Savello dirimpetto ad Albano, tolse il nome da uno dei Minatii Sabelli, amici di Pompeo Magno, che sappiamo lo possedette; poi fu dato in enfiteusi ai Crescenzi de Sabelli, finalmente Savelli.
Castelli dei Savelli furono Albano, Ariccia, Castelgandolfo, Rocca Priora.
I Savelli, nel medioevo, godevano il privilegio della carica di marescialli di S.Chiesa e custodi del Conclave. Avevano carceri proprie e una guardia di 500 fanti, detta Corte Savella. Appartennero a questa famiglia i papi Eugenio I, Benedetto II, Gregorio IV, Onorio III, Onorio IV.
Onori e decadenze dell'Aventino
Essi, pretendendo discendere da Aventino, leggendario re di Alba, sepolto nel colle om., si dettero il pomposo titolo di "nobili del monte Aventino" e da ciò la loro predilizione per questo colle, che cominciò a popolarsi di case e torri, riacquistando così parte del primitivo splendore.
Però, quando poi Roma fu in preda alle fazioni, specialmente durante la resistenza del papa di Avignone, l'Aventino decade nuovamente e divenne luogo di desolazione.

giovedì 10 dicembre 2009

VIA DELLA SCROFA

Via della Scrofa

Dalla scultura in pietra, raffigurante detto animale, conficcata nelle mura dell'ex convento degli Agostiniani, sede per molto tempo del Ministero della Marina; residuo di una fontana fatta fare da Gregorio XIII.
Si trova dopo il portone n°84, murato a circa un metro d'altezza. Gettava acqua dalla bocca e faceva parte della fontanella che ora si trova sull'angolo della via stessa.

Campo Marzio, rione

Comprende tutta la pianura, che corre tra il Campidoglio, il Quirinale, il Pincio fino al Tevere.
Ha per stemma una mezzaluna in campo turchino.
Questo campo in antecedenza detto Tiberino, fu dal Popolo Romano dedicato a Marte, dopo la cacciata dei Traquini, che quì avevano le loro proprietà.
La pianura era fuori del recinto serviano e destinata agli esercizi militari; poi, essendo stata occupata da splendidi edifici, per l'aumento della cavalleria fatto da Cesare, non essendo più adatta a campo militare, fu nella parte libera adibita alle corse e alla ginnastica.
Il campo militare, quando l'esercito romano, divenne permanente, fu a Centocelle e gli alloggiamenti furono costruiti nella zona superiore del Celio.

mercoledì 30 settembre 2009

VIA DELLA SCALA


Via della Scala

"Dalla chiesa eretta nel 1592 dal card. di Como; nel 1597 venne affidata ai padri Carmelitani scalzi, che tuttora la posseggono.

La farmacia

Nell'annesso convento è la rinomata farmacia, sorta nel '700 (è la più vecchia farmacia dopo quella di Monte Giordano), ove fabbricano la rinomata antipestilenziale Acqua della Scala, inventata nel 1763 da fra Basilio che morì il 3 Agosto 1804.
La farmacia da prima fu interna, poi alla fine del '700 fu aperta al pubblico e, per le sue acque antisterica, melissa, theriaca ecc. crebbe in tanta fama da fornire i farmachi alla famiglia pontificia.
(Armellini).
Il piano superiore della farmacia conserva un fascino polveroso da laboratorio di alchimista. Mobili e oggetti sono bellissimi: un grande armadio ospita una specie di albero in metallo ribattuto, ogni ramo del quale sopporta vasi e vasetti di pregio. Relativamente antiche sono la bilancia e persino la cassa, monumentale e ancora efficiente, decorata in stile liberty. Un enorme vaso ospita la "teriaca", magico medicamento a base di teste di serpi velenose e di innumeri altri ingredienti (ogni medico ne aveva, un tempo, la sua personale ricetta).
Nella seconda saletta, oltre a certe pietrificazioni e ad altri oggetti curiosi, si trova un grandioso erbario, dove ogni pianticella è accompagnata da indicazioni spesso per noi bizzarre:"aperitiva, belzualdica e contro il mal di punta.

Nel sec. seguente furono aperte altre farmacie tenute da religiosi, come quelle dell'Ara Coeli, Trinità dei Monti, Collegio Romano, Fate Bene Fratelli ecc.

L'immagine miracolosa
La chiesa trasse il nome da un'immagine della Vergine dipinta sulla scala d'una casupola, situata nell'area dove poi fu edificaa la chiesa, nella quale l'immagine fu trasportata.
Ricorderemo un miracolo fatto, secondo la tradizione popolare, da quest'immagine:
Una povera mamma che abitava nella stamberga ove, sotto una scala, era l'immagine, la pregava calorosamente perchè le risanasse un suo figlio storpio. Un giorno sconfortata, proruppe a dire:
"Eppure, o Maria, se voi mi chiedeste qualche favore io ve lo farei subito!".
Tanto fervore toccò il cuore della Vergine, che immediatamente accordò la grazia.
Il Piazza dice:
"Sino dal primo momento in cui si venerò quella devota immagine della Vergine fu resa sana e salubre quella parte di Trastevere che era stata sempre di aria maligna, per essere infelicemente esposta a' venti perniciosi di Sciroco e Lebeccio (sic)".